Mal di schiena? Sai veramente come curarlo?

Ti è mai capitato di percepire qualche dolore alla schiena dopo l’allenamento in palestra o nella regolare routine quotidiana?

Una delle tante leggende associate al mal di schiena e a sue possibile cure riguarda lo stretching. Molte persone (atleti, trainers, medici ecc..), infatti, pensano che aumentare la flessibilità della schiena comporti un miglioramento della performance e della salute.

Siamo proprio sicuri? Lo stretching per la schiena viene considerato “benefico” da molte persone, le quali non sono consapevoli (o ignorano) della presenza di un sovraccarico sulle fibre dell’anulus (componente del disco intervertebrale) durante una fase di stretching (con movimenti flessori e rotatori) sulla schiena. Questo sovraccarico può comportare possibili danni tra i dischi intervertebrali. La percezione di benessere dovuta all’allungamento muscolare maschera questo problema e permette all’individuo di consolidare il problema invece che ridurlo.

Altra leggenda riguarda il detto “Il dolore è nella tua testa!”. Spesso capita che un medico cerchi di convincere il proprio paziente del fatto che il dolore che quest’ultimo avverte provenga solo ed esclusivamente dalla testa, quindi sia solo frutto di un’errata immaginazione del proprio cervello. Se un medico vi dice una cosa del genere, non sta facendo altro che provare un senso di frustrazione per la mancanza di miglioramenti e progressi, col suo operato, dinanzi al problema e quindi comincia a “sublimare” la colpa di tutto ciò sul proprio paziente. Sfatare il mito del dolore nella testa è molto semplice: i fattori psicosociali non danneggiano in modo diretto i tessuti. Questi ultimi possono subire danni prevalentemente da sovraccarichi biomeccanici. Solo in presenza del danno, l’atteggiamento verso il dolore può dipende da fattori psicosociali, ma non prima che il danno sia stato causato!

Altra leggenda? Il rinforzo muscolare. Mi è capitato in passato di sentire affermazioni del tipo “Hai bisogno di rinforzare la schiena con degli esercizi di forza affinché il tuo dolore passi”. Ma siamo seri? Il dolore che si avverte alla schiena indica che quest’ultima non è in grado di garantire una efficiente trasmissione di forza dal basso verso l’alto (e viceversa). Se si eseguono esercizi di forza su una schiena dolente, non si garantisce la giusta trasmissione di forza e, in qualche altro distretto articolare (e muscolare) vengono attuati compensi per far risultare l’esercizio in questione “sufficiente”. Eccovi un esempio:

Una persona che ha un dolore alla bassa schiena non riesce a garantire la giusta attivazione dei glutei durante un esercizio di stacco (deadlift). Cosa può capitare a questa persona? L’esercizio verrà eseguito sfruttando maggiormente muscoli sinergici e/o secondari rispetto a quelli principali (glutei) e, di conseguenza, l’esercizio verrà eseguito con dei compensi che, a lungo termine, possono trasformarsi in “forzature biomeccaniche” e, successivamente, in infortuni.

Ora la domanda sorge spontanea…

“E allora come è possibile curare il mal di schiena?”.

Bene. Ricorda che il sintomo non è mai la causa. Il dolore che avverti alla schiena molto probabilmente può essere causato da disfunzioni motorie presenti nelle articolazioni poste a monte e a valle della schiena stessa (scapolo-toracica e anche). Oppure, altro esempio, può dipendere da una miofascia più retratta rispetto all’altra controlaterale. Le cause possono essere tante e diverse. E’ opportuno eseguire una batteria di test FMS prima di puntare il dito contro qualcuno/qualcosa. Il test FMS ci fornisce un’ampia visuale di quelli che sono i pattern motori sufficienti per un individuo e, di conseguenza, ci permette una maggiore valutazione su quelle che possono essere le cause del mal di schiena.

Dai un’occhiata al Blog per altri articoli come questo.

Abbonati alla Newsletter per restare sempre aggiornato sulle offerte, promozioni e nuovi articoli

Claudio Liverano

CFSC Trainer - FMS Trainer - Bodybuilding Trainer - Athletic Trainer