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Centri migranti, anche CasaPound verso lo sgombero
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi annuncia in Aula a Montecitorio l’avvio di una verifica su tutti i centri di accoglienza non autorizzati, includendo anche quelli gestiti da CasaPound. L’obiettivo è garantire il rispetto delle norme e tutelare la sicurezza dei migranti ospitati.
Le dichiarazioni del ministro
Intervenendo durante il question time, Piantedosi ha chiarito che «non esistono eccezioni» nel processo di ricognizione e sgombero delle strutture irregolari. Tra i 60 centri finora individuati figura anche quello legato a CasaPound, privo di autorizzazioni formali e di requisiti minimi di sicurezza. Il ministro ha sottolineato l’urgenza di mettere fine a situazioni di illegalità che rischiano di compromettere la dignità delle persone accolte.
Il piano di intervento
La task force del Viminale procederà con le seguenti fasi:
- Rilevazione e censimento: identificazione delle strutture abusive presenti sul territorio.
- Verifica normativa: controllo dei requisiti urbanistici, igienico-sanitari e di sicurezza antincendio.
- Notifica di sgombero: comunicazione ufficiale ai gestori dei centri.
- Assistenza ai migranti: trasferimento in strutture regolari con standard minimi di qualità.
Il piano si inserisce nel più ampio contesto del decreto immigrazione e sicurezza, finalizzato a rafforzare i controlli sui flussi e a tutelare sia i cittadini che i migranti.
Reazioni politiche e sociali
Le opposizioni hanno accolto con favore l’iniziativa, pur criticando i tempi ritenuti ancora «troppo lunghi». Il Movimento 5 Stelle ha chiesto maggiori garanzie sul rispetto dei diritti delle persone coinvolte. CasaPound, dal canto suo, ha definito lo sgombero «un atto politico e ideologico» e annuncia ricorsi legali.
Prossimi passi e tempistiche
Entro 30 giorni il Viminale dovrà completare la prima fase di censimento. Successivamente, le notifiche di sgombero verranno eseguite secondo un calendario che privilegerà le situazioni di maggior rischio per la sicurezza e la salute. Il trasferimento dei migranti in strutture regolari sarà coordinato con il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Il Presidente del Consiglio ha espresso sostegno al piano, definendolo «indispensabile per un’immigrazione ordinata e rispettosa delle leggi». Nel frattempo, restano aperti i tavoli con le Regioni e gli enti locali per garantire un’accoglienza efficace e sostenibile.
La stretta sui centri irregolari rappresenta un passo decisivo nella politica migratoria del governo, con l’obiettivo di coniugare legalità, sicurezza e umanità.
Fonte: TGCOM24