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Dazi Usa minacciano le PMI italiane sul mercato globale
Dal 1° novembre gli Stati Uniti reintroducono dazi su acciaio e alluminio provenienti dall’UE. Questa misura, pari al 25% per l’acciaio e al 10% per l’alluminio, rischia di colpire duramente le piccole e medie imprese italiane attive nell’export e nelle filiere produttive correlate.
Impatto economico sulle PMI
Le aziende italiane esportano verso gli USA circa 1,5 miliardi di euro di acciaio e 500 milioni di alluminio ogni anno. I nuovi dazi aumenteranno i costi delle materie prime, mettendo sotto pressione i bilanci e la competitività dei prodotti italiani sul mercato internazionale.
- Aumento dei prezzi di vendita per assorbire i costi extra
- Riduzione dei margini di profitto
- Rallentamento degli investimenti e dell’innovazione
Reazioni e azioni di Confindustria
Confindustria ha espresso preoccupazione per le conseguenze sui settori siderurgico, meccanico e alimentare, soprattutto per l’impatto indiretto sull’alluminio utilizzato negli imballaggi di vini e prodotti alimentari. L’associazione chiede al governo italiano e all’Unione Europea di attivare contromisure diplomatiche e legali, anche attraverso i ricorsi presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO).
Strategie di adattamento
Per fronteggiare la crisi, le imprese stanno valutando:
- Rinegoziazione dei contratti con i fornitori
- Ricerca di mercati alternativi al di fuori degli Stati Uniti
- Richiesta di sostegni finanziari e agevolazioni statali
Prospettive future
La partita diplomatica si gioca tra Bruxelles e Washington. L’Unione Europea potrebbe rispondere con contromisure proprie o con negoziati per una sospensione temporanea dei dazi. Nel frattempo, le PMI italiane sono chiamate a rafforzare le proprie strategie di mercato e a innovare processi produttivi per mantenere la propria leadership nel settore.
Fonte: TGCOM24 Mediaset