Il piccolo predatore australiano sopravvive e rinasce dopo la siccità
Un marsupiale in pericolo
Il mulgara cresticoda (Dasycercus cristicauda) è un minuscolo predatore australiano che pesa meno di 150 grammi. A lungo considerato sull’orlo dell’estinzione a causa delle gravi siccità e delle specie invasive, questo marsupiale deserticolo è oggi al centro di un sorprendente progetto di ricerca e conservazione. Grazie a programmi di monitoraggio, reintroduzione e controllo dei predatori, la specie ha mostrato un’inattesa capacità di riprendere terreno nei suoi habitat tradizionali.
Monitoraggio sul campo
Tra il 2019 e il 2022, un team di ecologi ha condotto indagini in 27 siti nel deserto occidentale australiano. Utilizzando trappole a scatto, esche con burro di arachidi e fibre di spinifex, i ricercatori hanno registrato la presenza di scarti alimentari e impronte. Nonostante la siccità estrema, il mulgara è stato rilevato in 14 località, dimostrando una maggiore resilienza ambientale rispetto al previsto.
Risultati incoraggianti
I dati emersi evidenziano una crescita significativa della popolazione in aree protette. In particolare, nelle riserve recintate dove è stato implementato un piano di eradicazione di volpi e gatti selvatici, il numero di esemplari è aumentato dell’800% in soli tre anni. Questi risultati confermano l’efficacia delle strategie di conservazione e sottolineano il potenziale di recupero di specie considerate da tempo in declino.
- Presenza confermata in 14 su 27 siti indagati
- Incremento dell’800% nelle aree a difesa attiva
- Resilienza dimostrata nonostante la siccità
Strategie di conservazione
Il successo del programma si basa su più fronti: reintroduzione controllata in habitat idonei, installazione di recinzioni anti-predatori e uso di esche attrattive per facilitare il monitoraggio. Inoltre, è in corso una campagna di sensibilizzazione delle comunità locali per ridurre i rischi legati alle attività umane e promuovere il rispetto degli equilibri naturali.
Prospettive future
Gli esperti prevedono nuove translocazioni verso isole marine e aree di gestione private, dove il controllo dei predatori è più efficace. Parallelamente, saranno condotti studi genetici per valutare il livello di diversità all’interno delle popolazioni reintrodotte e garantire una base solida per la resilienza a lungo termine.
Importanza della protezione della biodiversità
Il caso del mulgara cresticoda dimostra come interventi mirati possano invertire il declino di specie vulnerabili. La collaborazione tra enti governativi, università e associazioni ambientaliste è fondamentale per assicurare non solo la sopravvivenza di questo piccolo marsupiale, ma anche la salute complessiva degli ecosistemi aridi dell’Australia.