Immagine di copertina realizzata con sistemi di intelligenza artificiale.
Israele colpisce Sanaa: analisi dell’attacco aereo
Il recente raid aereo condotto da Israele sulla capitale yemenita, Sanaa, ha acceso nuovamente i riflettori sul conflitto in Medio Oriente e sulle tensioni che coinvolgono attori locali e internazionali. L’operazione, rivendicata dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF), sarebbe stata diretta contro presunte basi militari legate alle milizie Houthi sostenute dall’Iran.
Contesto e motivazioni
Il governo israeliano ha motivato l’attacco con la necessità di neutralizzare infrastrutture utilizzate per il lancio di missili balistici e droni. Le milizie Houthi, dal canto loro, rivendicano il ruolo di difensori dell’oppressione civile in Yemen e puntano a mantenere il controllo sulle principali città, inclusa la capitale.
Svolgimento dell’operazione
Secondo le prime fonti, l’offensiva è iniziata nelle prime ore del mattino con una serie di raid mirati. Sarebbero stati utilizzati droni armati e aerei da combattimento F-16. I bersagli principali risultano depositi di munizioni e centri di comando sul perimetro urbano di Sanaa.
Reazioni internazionali
- Onu: esprime preoccupazione per l’escalation ed invita al dialogo.
- Unione Europea: chiede moderazione e tutela dei civili.
- Iran: condanna l’attacco definendolo “atto di guerra” contro il popolo yemenita.
- USA: sostiene il diritto di Israele alla difesa, ma invita a evitare vittime civili.
Impatto umanitario
Nonostante l’operazione sia stata definita chirurgica, fonti locali riferiscono di danni a infrastrutture civili e almeno 5 vittime. Le organizzazioni umanitarie sul campo denunciano la già critica situazione sanitaria e chiedono corridoi umanitari immediati.
Prospettive e scenari futuri
Il raid rischia di inasprire ulteriormente il conflitto nello Yemen e di coinvolgere potenze regionali. Gli analisti sottolineano la necessità di un negoziato multilaterale per evitare un’escalation incontrollata.
Con l’attacco a Sanaa, il Medio Oriente si trova nuovamente a un bivio: la scelta tra la via diplomatica e quella militare determinerà il destino di milioni di civili in Yemen.
Fonte: TGCOM24