Immagine di copertina realizzata con sistemi di intelligenza artificiale.
Offensiva israeliana a Gaza City a metà settembre
Secondo fonti statunitensi citate dai media, le Forze di Difesa israeliane (IDF) starebbero pianificando un’offensiva terrestre nel centro di Gaza City a partire dalla metà di settembre. L’operazione, volta a colpire le infrastrutture militari di Hamas, avverrebbe dopo settimane di bombardamenti aerei e preparativi logistici lungo il confine meridionale della Striscia di Gaza.
Dettagli dell’operazione pianificata
- Obiettivo principale: neutralizzare i comandi di Hamas e distruggere i tunnel sotterranei.
- Tempistica: inizio previsto per la seconda quindicina di settembre.
- Forze coinvolte: brigate di fanteria, corazzati e unità speciali.
Quattro bambini uccisi a Khan Younis
In un raid israeliano avvenuto a Khan Younis, nel sud di Gaza, quattro bambini—tre fratelli di 4, 6 e 8 anni e un 12enne—hanno perso la vita. Secondo il ministero della Salute di Hamas, nell’attacco sono rimaste vittime anche altre persone tra cui un civile in un tunnel attribuito a miliziani. Il bilancio complessivo delle vittime dal 7 ottobre sale oltre i 39.500, di cui oltre l’80% civili.
Crisi umanitaria in peggioramento
L’ONU denuncia una situazione drammatica: più dell’85% della popolazione a Gaza è stata sfollata e vive in condizioni precarie tra fame, malattie e scarse forniture mediche. Le organizzazioni umanitarie segnalano l’esaurimento delle scorte alimentari e la crescente pressione sui pochi ospedali ancora operativi.
Tensioni sul fronte regionale
Contemporaneamente, il confronto si è esteso al confine settentrionale con il Libano, dove Hezbollah ha intensificato i lanci di razzi verso Israele. Tel Aviv ha risposto con raid aerei contro postazioni del movimento sciita. Sul fronte meridionale, i ribelli Houthi dello Yemen hanno tentato di lanciare droni verso territori israeliani, intercettati dall’aviazione israeliana.
Prospettive e scenari futuri
L’amministrazione americana ha annunciato invii aggiuntivi di bombe a guida di precisione e munizioni per le forze israeliane. Sul piano diplomatico, l’ONU continua a sollecitare un cessate il fuoco umanitario immediato, finora rifiutato da entrambe le parti. Il presidente statunitense Biden incontrerà a breve rappresentanti del Knesset per discutere il sostegno militare e le eventuali condizioni per un accordo di pace.
Il conflitto in corso rischia di aggravarsi ulteriormente con l’offensiva di terra a Gaza City, le operazioni militari nei territori limitrofi e l’escalation regionale, mentre la comunità internazionale chiede un intervento rapido per evitare una catastrofe umanitaria di proporzioni ancora maggiori.
Fonte: TGCOM24