OpenAI contesta il ruolo di Meta nell’offerta da 97 mld

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Immagine di copertina realizzata con sistemi di intelligenza artificiale.

OpenAI contesta il ruolo di Meta nell’offerta da 97 mld

Gli avvocati di OpenAI hanno formalmente sollevato dubbi sulle potenziali collaborazioni fra Meta e Elon Musk riguardo all’offerta di acquisizione da 97 miliardi di dollari. Con un documento presentato presso la Corte della Delaware Chancery, il team legale di OpenAI richiede chiarimenti sui rapporti intercorsi fra le due aziende, evidenziando possibili violazioni di doveri fiduciari e regolamentazioni sul cambiamento di controllo societario.

Contesto dell’offerta

Il 15 agosto Elon Musk ha annunciato un’offerta pubblica di acquisto su Meta Platforms, valutata complessivamente 97 miliardi di dollari. Meta non ha ancora preso posizione ufficiale, ma la mossa di Musk ha già innescato reazioni nel settore tecnologico e tra gli investitori. OpenAI, quotata tra i principali attori nell’intelligenza artificiale, teme che una collaborazione occulta fra Meta e Musk possa alterare gli equilibri di governance e la loro indipendenza strategica.

Richiesta di OpenAI

Nel dettaglio, il ricorso legale di OpenAI chiede alla Corte di obbligare Meta a consegnare:

  • Comunicazioni interne e scambi di email tra dirigenti Meta e rappresentanti di Elon Musk.
  • Documentazione relativa a consulenze finanziarie o legali prestate da Meta nel contesto dell’offerta da 97 miliardi.
  • Eventuali accordi non divulgati che possano influenzare l’esito dell’offerta e i diritti degli azionisti.

Secondo gli avvocati di OpenAI, tali informazioni sono fondamentali per valutare se Meta abbia agito nel rispetto dei propri obblighi societari e dei regolamenti anti-collusione.

Implicazioni per il settore AI

La disputa arriva in un momento di crescente tensione tra i colossi dell’intelligenza artificiale. Meta, già impegnata nello sviluppo di sistemi AI proprietari, e Elon Musk, fondatore di xAI e aperto critico di alcune applicazioni dell’IA, potrebbero entrare in diretta competizione se l’offerta andrà a buon fine. OpenAI teme che la mossa di Musk possa limitare l’accesso ai dati o influenzare progetti di ricerca congiunti, mettendo a rischio innovazione e trasparenza.

Prossimi sviluppi legali

È attesa a breve la prima udienza in Delaware, durante la quale la Corte deciderà sull’accoglimento della richiesta di documenti avanzata da OpenAI. Meta ha già annunciato di voler opporre resistenza, sostenendo che le informazioni richieste riguardano contratti riservati e interessi strategici. I prossimi mesi saranno cruciali per definire i confini normativi delle operazioni societarie tra i principali attori della tecnologia e dell’IA.

Resta da vedere se la magistratura stabilirà obblighi di trasparenza che possano influenzare non solo il caso specifico, ma anche futuri scontri societari nel panorama dell’alta tecnologia.

Fonte: TechCrunch

di Claudio Liverano

Appassionato di sport, scienza, tecnologia e informatica. Proprietario del blog www.claudioliverano.it Leggi di più

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