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Ragusa, hotel nega soggiorno a turista israeliana
Un episodio di presunta discriminazione ha coinvolto una turista israeliana in visita a Ragusa. La donna si è presentata presso un noto albergo della città con regolare prenotazione, ma al momento del check-in il personale di reception le ha negato il soggiorno, sostenendo timori legati alla sua nazionalità.
Cosa è successo
Secondo quanto ricostruito, la turista ha esibito il passaporto israeliano al banco della reception, dove il personale ha contestualmente informato la cliente che non avrebbe potuto alloggiare. La motivazione addotta sarebbe stata il timore di eventuali contestazioni da parte di altri ospiti o locali, senza far esplicito riferimento a questioni politiche o religiose.
Intervento delle forze dell’ordine
Di fronte al rifiuto, la turista ha contattato il 112, richiedendo l’intervento dei Carabinieri. Giunti sul posto, gli agenti hanno accertato l’esistenza di una prenotazione valida e hanno invitato la struttura ad adempiere all’inserimento della cliente nelle camere disponibili. Dopo aver verificato i documenti e la regolarità della prenotazione, il personale dell’hotel si è visto costretto a procedere al check-in.
Possibili risvolti legali
Il comportamento dell’albergo potrebbe configurare il reato di discriminazione razziale o etnica, punito dalla legge Mancino (L. 205/1993). In particolare:
- Articolo 3 del D.lgs. 215/2003 contro le discriminazioni in ambito di beni e servizi;
- Sanzioni penali e amministrative previste per il diniego di fornitura di servizi a cittadini stranieri.
Reazioni e commenti
La direzione dell’hotel, interpellata in merito, ha negato intenti discriminatori parlando di “malinteso organizzativo” e ha presentato le proprie scuse formali. Diverse associazioni locali per la tutela dei diritti umani hanno invece stigmatizzato l’accaduto, sottolineando la necessità di garantire il diritto all’ospitalità senza distinzione di nazionalità.
Conclusioni
L’episodio di Ragusa riaccende il dibattito sul rispetto dei diritti dei turisti stranieri e sulla prevenzione di comportamenti discriminatori nelle strutture ricettive italiane. Nel frattempo, la turista ha trovato una nuova sistemazione e si è detta dispiaciuta per quanto accaduto, confidando in un pronto chiarimento giuridico e morale.
Fonte: TGcom24